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Come hai conosciuto Aused e quali motivazioni ti hanno convinto ad iscriverti?

Ho conosciuto AUSED in un momento di scouting riguardo a soluzioni che potessero supportare lo sviluppo dell’IT nella mia azienda con uno sguardo alle principali best practice nel settore. Lo spirito dell’associazione mi ha colpito in quanto coglie nel segno su alcune delle principali necessità di un CIO tra cui restare sempre aggiornati sulle nuove tecnologie e sugli strumenti offerti dal mercato.

Dopo soli 5 mesi in associazione posso dire di aver trovato un ambiente estremamente ricettivo alle innovazioni che offre la possibilità di approfondire numerose tematiche del campo IT, un network di professionisti che hanno il piacere di condividere le proprie esperienze e una importante fonte di benchmark.

Bosch Rexroth: ci racconti un po’ della tua azienda e di come l’IT è organizzato al suo interno?

Bosch Rexroth è una multinazionale che fa parte della divisione industriale del Gruppo Bosch. I nostri prodotti vengono utilizzati nell’ambito dell’automazione industriale e sfruttano diverse tecnologie per fornire le migliori soluzioni a seconda delle applicazioni dei nostri clienti.

Da qui la promessa che facciamo ai nostri clienti: We Move, You Win.
L’azienda negli ultimi anni ha intrapreso un percorso di cambiamento sia a livello nazionale che a livello corporate e anche il reparto IT ha fortemente supportato tale evoluzione attraverso diversi progetti di Digital Transformation, con particolare focus su attività di Business Intelligence e Process Digitalization. Siamo un team dinamico e attento ai nostri utenti, per fare ciò incorporiamo in un solo team le due anime che sono tipiche delle aziende multinazionali: il corporate e il local IT. E’ proprio dalle sinergie di queste due aree che nasce un approccio di estrema attenzione nei confronti dei nostri utenti e di miglioramento continuo.

Quali sono a tuo parere fattori critici di successo in un progetto di Digital Transformation?

Nella mia esperienza ho riscontrato che spesso anche la soluzione tecnologica più innovativa non garantisce il successo del progetto. La chiave del successo di un progetto IT sta nella comprensione dei requisiti di business che stanno alla base dello stesso. Spesso si può essere tentati dalla scelta della soluzione più tecnologicamente avanzata o del “leader di mercato”, quando una soluzione meno avanzata e più adatta alle necessità dell’azienda assicurerebbe maggiormente il successo del progetto. Il sistema sarà tanto più di successo nell’organizzazione quanto più sarà aderente alle necessità del business e degli utenti.

Qui si viene al secondo fattore critico di successo: le persone. Non esiste un progetto senza le persone e non esiste successo se le persone coinvolte nel processo non vedono un netto beneficio nell’utilizzarlo. Il fattore umano può determinare l’insuccesso di una soluzione tecnicamente perfetta, per questo la collaborazione a stretto contatto con i reparti clienti e con gli utenti, insieme a un piano di comunicazione chiaro, costituiscono elementi portanti di un progetto di Digital Transformation. L’ascolto è sempre l’arma vincente.

La giovane età è un aiuto o un problema per gestire i tuoi già rilevanti livelli di responsabilità?

Mi piace pensare alla mia età come ad un dato di fatto, senza dare a ciò una correlazione forzatamente positiva o negativa. Penso che i miei punti di forza siano tali a prescindere dall’età, mentre caratterialmente sono sempre stata incline a rafforzare le mie aree di miglioramento. Sicuramente, a causa della minore esperienza, alcune situazioni lavorative a volte possono rappresentare un ostacolo più grande da affrontare. Ad oggi, però, posso dire di non aver mai incontrato problemi che non potessero essere risolti investendo un po’ più energie nell’analizzarli, comprenderli e ipotizzarne le soluzioni. Si dice infatti: “Non si smette mai di imparare!” ed io cerco di imparare sempre dalle sfide che mi si presentano. Inoltre, poter contare su un team competente e su un network di professionisti non mi fa mai sentire da sola!

LIUC, oltre ad essere la tua Università, è un partner importante di Aused: come l’università può continuare ad avere un ruolo critico dopo la laurea... e per le aziende?

L’università in generale, e la LIUC in particolare per me, ha sempre avuto il ruolo di ispirarmi a fare meglio, di imparare dai migliori e “salire sulle spalle dei giganti”. Personalmente quando percorro terreni “poco battuti” mi fa piacere confrontarmi con qualcuno che possa portarmi un punto di vista super partes e che possa affrontare il tema con una visione olistica che non sempre una persona di azienda può avere.

Inoltre, uno dei più grandi punti di forza della LIUC è sempre stata la vicinanza al mondo delle aziende, un tratto che ho apprezzato molto da studente ma che apprezzo ancora di più oggi. E’ fondamentale per l’Università mantenersi allineati con le necessità del mondo industriale e quando si parla di IT ovviamente tale bisogno è ancora più impellente. Le iniziative, quali quelle che coinvolgono diversi CIO nel corso di Sistemi Informativi della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale, sono un esempio di quanto l’Università si metta in gioco per gli studenti al fine di dare loro una più chiara idea del ruolo dell’IT per i manager di oggi e di domani, un’idea che vada ben oltre i modelli e i principi teorici. Credo fermamente che la partecipazione ad iniziative di questo tipo per un’azienda sia un grande investimento per contribuire a formare persone competenti che di fatto saranno la nuova generazione di manager di domani.

Quali sfide digitali per il 2019?

Abbiamo iniziato un percorso di awareness sul tema “agile” già nel 2018, ma questo è l’anno di decisivo ramp-up della metodologia alla quale ci siamo approcciati con iniziale cautela e che adesso sta dando i primi frutti. L’agile ci sta fornendo la possibilità di portare il nostro cliente al centro delle attività di sviluppo e programmazione, riducendo al minimo le deviazioni rispetto ai requisiti iniziali e assicurandoci di non  sovraccaricare troppo il team. Un’altra sfida importante è quella di rimanere al passo con tecnologie come la Robotic Process Automation (RPA) e l’Intelligent Automation (IA): si tratta di strumenti ancora poco utilizzati ma che possono fornire grandi vantaggi. A noi il compito di approcciarli, capirli e valutare se vi sono delle aree di particolare interesse in cui è possibile applicarli.

 

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